(sabato, 29 settembre 2007)                                      commenti

E' una cosa così strana, ma c'è a volte un momento in cui ti sembra che la sofferenza e il senso di insoddisfazione che ti hanno gravato sulla testa per mesi siano stati una cosa insignificante, senza valore e che averli presi in considerazione sia stato anche una spreco di tempo.

E' un momento così raro, ma vorrei provarlo tutti i giorni. Un momento in cui vorresti piangere dalla gioia e dire "Ne vale la pena, tutto questo casino che chiamano vita". Il fatto è che dura un momento e un secondo dopo ne è rimasta soltanto una flebile eco e non ti ricordi più nemmeno perché ti è sembrato che ne valesse la pena.

E' stupido, è infantile, è da pazzi, lo so; ma vedere qualcosa che viene creato piano piano, ed esserne in qualche lontano modo parte, è una cosa che mi ha riempito di una gioia esuberante. Per favore non ditemi quanto poco valga un momento del genere nel mondo delle cose concrete; non mi interessa. Vorrei che durasse per sempre, questo strano senso di vita che sento.



(domenica, 23 settembre 2007)                                      commenti (8)

E' che davvero, dell'autocoscienza non so che farmene. Non posso venderla? Non posso dimenticare il fatto che esisto e vivere? Semplicemente vivere. Non mi sembra una richiesta così grande. Vivere, vivere e basta, senza dovermi preoccupare dell'ieri, dell'oggi e del domani, senza dover costantemente sapere che sono un essere umano, che appartengo ad una specie fondamentalmente inetta a vivere secondo norme di comportamento tollerabili, che per quanto io possa dannarmi non potrò mai conoscere. Per favore, per favore, datemi una pillola che cancelli la mia autocoscienza e mi permetta di vivere nella beatitudine assoluta.

How happy is the blameless vestal's lot!
The world forgetting, by the world forgot.
Eternal sunshine of the spotless mind!



(sabato, 22 settembre 2007)                                      commenti (1)

Quando sono sola nella mia stanza ed è sera, mi capita a volte di trovarmi a pensare a quello che stava succedendo due o tre anni fa, e mi salgono i brividi. Mi ricordo ancora con un misto di nostalgia e tenerezza i momenti in cui ho creduto che quelle emozioni e quelle sensazioni sarebbero durate per sempre, quando niente sembrava destinato a cambiare rotta, perché tutto andava bene. Era la stagione dei sogni e delle illusioni totali, ed era bellissimo. Certo, non c'era niente di saggio in tutto ciò. Passato, presente e futuro non avevano legami, così come niente aveva legami con l'idiozia e la falsità della realtà. I sogni bastavano, i sogni erano ossigeno e cibo e acqua e vita, i sogni erano tutto ciò mi serviva, e tutto ciò che volevo. Dire addio per sempre ai propri sogni è talmente doloroso che a volte, ingenuamente e stupidamente, mi soffermo ancora su pensieri sciocchi e infantili, creando castelli di carte che volano via al primo squillo del telefono. Ma non erano così belle le nottate su msn a ridere di niente e a sospirare per qualche canzone messa in loop al minimo volume per non svegliare tutta la casa? E le domeniche di Gennaio passate a vedere sempre quell'unico film, da quel dvd che quando si bloccava era una tragedia universale? Che cosa c'era di più bello di quelle illusioni, che cosa? Niente. Crescere, capire cose che la tua logica pura e infantile non poteva afferrare, realizzare che lì fuori non c'è posto per i sogni, ma soltanto per chi ha le idee ben chiare e progetti 'concreti', beh sì, fa male. Crescere è bellissimo, lo è davvero, perché è un progresso e niente è migliore del progredire, ma io sfido chiunque, e per un giorno, uno soltanto, di quella sensazione di eternità e di infinito, chi non sarebbe disposto a dimenticare le proprie 'conquiste di maturità' per tornare a fare il one day-only Peter Pan?

(mercoledì, 19 settembre 2007)                                      commenti (2)

Allora, la questione è questa.
C'è un leccio fuori dalla finestra della mia classe, c'è un bellissimo leccio, alto minimo (!) 10 metri, una creatura meravigliosa, che con la fotosintesi ci consente la vita, ed è meraviglioso pensare come sia cresciuto da una sola piiiiccola ghianda, così stupendo da lasciarci incantati. Insomma, proprio un amore di leccio. Così bello che tra un po' Mr. Biologia e Mr. Filosofia fanno a gara per chi lo loda di più. Una specie di rivalità per conquistare l'amore di quella creatura bellissima dalla chioma verde e folta.

E scoprire che, dopo tutto, IL leccio (sì, perché qui sembra che esista solo quel leccio, e che sia una specie di punto cardinale nella vita di ogni persona) è il pensiero principale nella mente di quei due - e chi sa di quanti altri -, è abbastanza, molto sconvolgente.

Delirio lucido in atto. Ho già bisogno di una pausa dalla scuola, ne ho veramente bisogno. Quando arriva Natale?



(giovedì, 13 settembre 2007)                                      commenti (4)

Oggi è ricominciata la scuola. Certo che fa un certo effetto. Il triennio, a pensare al fatto che ho appena iniziato il triennio mi viene da dire: Oddio, questo è un passo avanti verso il futuro. E un po' spaventa, ma in fondo il sentimento più forte è quello misto tra un senso di conquista e di gioia. Perché sì, io voglio andarmene da qui, voglio rompere questo guscio e sentirmi in qualche modo con i piedi su una strada totalmente mia. E sono soltanto una liceale di provincia, in fondo. E un post totalmente euforico e un po' annoiato dopo il mio primo giorno al trienno potete anche concedermelo. E' che davvero, in una giornata come questa ci sono così tante cose tutte insieme che non saprei proprio da dove partire. Lascio stare i professori (sì, una volta tanto mi è capitato un professore uomo, è una cosa veramente insolita) e comincio subito da tutto il resto.
Tutto il resto sono io che sono euforica nonostante non ci sia niente per cui esserlo, eppure a me sembra tutto più bello in quel posto nel momento in cui ogni anno ci metto piede per la prima volta. Una classe nuova, e le stesse persone di sempre. C'è Federica che come sempre è piena di aspettative per tutto, anche se alla fine è niente, ed è più euforica di me e mi contagia di buon umore. C'è il Fede, che è la prima persona che incontro nei corridoi dopo aver messo lo zaino sul banco (che è il solito banco di sempre, quello al muro lontano dalle finestre, in terza fila). E il Fede ha la sua solita felpa degli Iron Maiden e sta andando fuori a fumare e mi dice qualcosa a proposito della piccionaia e della sua nuova classe e tutto questo mi riporta a due anni fa e mi sembra ieri, eppure non è ieri; è stato due anni fa che mi sentivo una primina fortunata ad aver trovato due amici come Ame e Fede, e oggi questo senso di fortuna era così intenso che faceva quasi male, questa consapevolezza di avere il loro affetto da già due anni è stata una rivelazione oggi, e mi ha reso felice. Almeno finché non è subito arrivato il pensiero che l'anno prossimo non ci saranno più le ricreazioni fuori con loro, a parlare di musica e film e concerti e scuola e solfeggio e a vederli fumare - ehssì anche Ame si è convertito al tabacco - e star bene, semplicemente perché con le persone a cui si vuol bene si sta bene. E il bene a cui voglio a loro due non si esprime a parole: soltanto a vedermi in mezzo a loro ridendo e scherzando si può avere un'idea di che cosa valga per me la loro amicizia. E continuerei a parlarne per ore, perché è l'amicizia più bella che poteva capitarmi. Ma questo post è sul mio primo giorno di scuola, non facciamolo diventare un post sull'amicizia tra me Ame e Fede. (Solo un'altra cosa: è impressionante come io e Ame abbiamo in comune un percorso molto simile, e ancora continuiamo ad avere progetti sullo stesso ramo del bivio. E' davvero impressionante.) Beh, digressioni a parte, è stato un bel rientro, tranne che nell'ora di Inglese in cui avrei infilato la direzione della finestra molto più che allegramente, ma direi che un momento di disperazione mi si possa anche concedere, tuttosommato. Specialmente se passa veloce, ed io torno a vedere soltanto il positivo di questa giornata. Ma sul bus, vedendo che quasi tutti i tuoi amici stanno tornando a casa con moto e auto, come puoi non sentire il bisogno di prendere la maturità quest'anno, per poter andare a inseguire ricreazioni universitarie che sappiano almeno un po' di queste da liceali?

{edit}E sono un po' grafomane, ma questa proprio devo scriverla. La tristezza e la nostalgia per qualcosa che ancora c'è e che ci sarà ancora fino a Giugno se ne vanno via veloci dopo la conversazione di poco fa con Gabri, e sto già un po' meglio. Davvero, mi ci voleva proprio. Dovrebbe esserci sempre qualcuno che arriva al momento giusto e ti consente di vedere tutto con una dose di ottimismo in più. Per fortuna stasera lui è arrivato, e posso concludere dicendo che questa giornata non poteva andar meglio. C'è davvero tutto, e un anno così non posso perdermelo a pensare a cosa accadrà dopo.{/edit}



(lunedì, 10 settembre 2007)                                      commenti (1)

Ieri sono andata a vedere con Sara il film I'm not there - tradotto in italiano con il titolo "Io non sono qui" (ma there non significava lì, là? ah, le traduzioni) -, che mi ha piuttosto colpita. Premetto che io non conosco la vita di Bob Dylan, tranne per quel poco che ho letto stamattina su Onda Rock in cerca di informazioni, dato che questo film non si può proprio definire una 'classica biografia'. Comunque, tranne alcuni momenti in cui mi è sembrato piuttosto lungo, mi è piaciuto. Ho trovato nient'altro che geniale l'idea di più personaggi per raccontare una storia come quella di Dylan, la cui vita, privata e di musicista, è composta di momenti che sembra quasi impossibile possano appartenere alla vita di una sola persona. Insomma, una specie di puzzle i cui pezzi sembrano non volersi incastrare tra loro. L'abile regista riesce comunque a mescolare queste singole storie e frammenti permettendo allo spettatore di sentire, alla fine, che in fondo tutti i personaggi sono uno solo: Bob Dylan. Le canzoni sono meravigliose e del resto non ci si poteva aspettare diversamente. La scelta degli attori, tutti validi, raggiunge secondo me l'apice nel ruolo della cantante androgina interpretata da Cate Blanchett, che si rivela ancora una volta la grandissima attrice che è e che rimane, per me, il personaggio più incisivo di tutto il film. Bello, un otto se lo merita tutto.

(domenica, 09 settembre 2007)                                      commenti

E' per il fatto che ho sedici anni e vorrei averne almeno diciotto.
E' per il fatto che ascolto i Beatles e un sacco di altri gruppi che adesso non ci sono più.
E' per il fatto che pur non mancandomi l'autostima mi sembra sempre di aver fatto l'abbonamento al Circolo dei Pugni di Sabbia.
E' per il fatto che mi sembra di rimanere sempre indietro, di essere sempre come una sorellina minore che inevitabilmente deve fare i conti con la sua età anagrafica e quindi separarsi dai suoi fratelli e sorelle maggiori. Inevitabilmente.
E' per il fatto che lotto con un senso di mancanza di affetto costantemente.
E' per il fatto che questa mancanza non mi sembra mai colmata.
E' che vorrei davvero essere come tutti si aspettano, ma proprio non ce la faccio.
E' che questo post lo sto già odiando perché mi sento stupida a scrivere certe cose e andrà a finire che lo cancellerò.
E' che scrivo post su me stessa e non vorrei.
E' che iniziare il triennio mi fa pensare al futuro e ho paura.
E' che allo stesso tempo non vedo l'ora di smettere di essere una liceale e andarmene da qui.
E' che mi sono innamorata della Toscana, proprio nel momento in cui volevo cominciare a pensare ad un futuro lontano da qui.
E' che ho paura dei legami.
E' che ho voglia di legami.
E' per il fatto che guardo vecchi film e non ne ho mai abbastanza.
E' che ho voglia di viaggiare, che non mi sembra di saperne mai abbastanza.

E' per il fatto che non so più dove questo post sta andando, e forse è meglio finirla qui.

The wild and windy night the rain washed away,
Has left a pool of tears crying for the day.
Why leave me standing here, let me know the way.

{edit dell'ultima ora}Eppure è strano, ma ogni volta - o quasi - che ho un periodo di totale malinconia et paura et delirio c'è sempre qualcosa, un minuscolo qualcosa che mi impedisce di pensare che sia tutto completamente da buttare. Magari sono soltanto una giovane sciocchina, ma davvero, un abbraccio da un omino a cui voglio un bene dell'anima, un bene totalmente sincero e senza sotterfugi, può far miracoli. Specialmente se totalmente inaspettato. Ah Amicizia, quanta nobiltà in questa piccola parola. Sparisco, torno domani per una sottospecie di recensione del film che ho visto ieri con Sarì.{/edit}








The Lady in purple.
Alessia. Ale. alex. purpleGirl. Sedicenne, dodici Luglio millenovecentonovantuno. Riflesso sbiadito di una se stessa che non c'è più. Toscana, ma Londinese. Innamorata del teatro e della tragedia, (screen)writer wannabe. Troppo attaccata ad un sogno e spaventata dal futuro. Appassionata di buona musica e apprendista chitarrista. Intelligente, sarcastica, speranzosa ma velata sempre di tristezza. Incostante ed emotivamente instabile. Sfuggente. Odiata dai più. Diffidente e incapace di fidarsi. Convinta che ci sia sempre qualcosa dietro ogni cosa. Disillusa. Buffa. Incontentabile. Amante delle parole in ogni forma di espressione. Artista(?). Impaurita. Pessimista. Disordinata. Credente. Piena di contraddizioni. Provocatrice. Teinomane. Ossessiva e orgogliosa. Gelosa. Determinata. Sola. Imperscrutabile. Matta. Costantemente bisognosa di stare con gli amici. Lettrice incallita. iPod dipendente. Testarda. Convinta irrimediabilmente che tutto ciò che c'è di bello è lontano da qui. Ex fissata con la musica punk. Undicenne convinta soltanto quando si parla di un certo Omino di Pan Pepato. Viaggiatrice. Ossessionata dalla voglia di scappare. Finta insensibile. Angofila e Shakespeariana a vita.





Welcome to Paradise
Il cinema. Leonardo DiCaprio, perché è un fottuto Omino di Pan Pepato ed è bravo in tutto quello che fa. Il teatro, la tragedia e la satira. La musica in ogni sua forma (o quasi è_é). La mia fender acoustic DG-5, e suonarla di notte con le tutte le luci spente tranne quelle che entrano dalla finestra. William Shakespeare, e l'unica motivazione è che ogni sua parola mi legge meglio di quanto io potrò mai leggere lei. Leggere. Scrivere, o almeno provarci. Viaggiare, soprattutto in auto e in treno. Londra, e tutta l'Inghilterra. L'inglese, e gli Inglesi. Bankside con le sue panchine di pietra lungo il Tamigi. Lo Shakespeare's Globe e il suo albero frondoso. Piccadilly Circus. Camden Town. Westminister Bridge. Trafalgar Square. Oxford Street. Hyde Park. Greenwich. La tube. Londra tutta intera. Il sarcasmo britannico. Le metropoli. Philadelphia. E tutte le altre mille città che vorrei visitare e che ancora non ho visto. Scrivere con la mia Parker color rosso-assassino. Il tennis, soprattutto su erba. Wimbledon. Lleyton Hewitt, e quando urla il suo C'mon. Guardare un film così tante volte da sapere ogni battuta a memoria. Guardare Romeo+Juliet e piangere puntualmente. I miei CDs e i miei DVDs. I miei libri autocomprati, che mi piace immaginare come l'inizio di una grande collezione. Il mio bimbo bianco che ancora non mi decido a cambiare (leggi iPod 20GB). I Ray Ban. Passare le giornate nei negozi di musica, di chitarre e nelle librerie. Il mio Moleskine. Il mio gruppo di musica, e tutti i ragazzi che ho conosciuto in quella scuola, soprattutto i miei due amici più cari ♥. Suonare su un palco e sentirmi viva. Le prove con i "It sounds wood". Andare a sentir suonare i "Fanti di Picche". I concerti. L'inverno. Il vento, freddo preferibilmente (ma il vento è bello in ogni stagione). I tragitti lunghi in auto. Andare in auto con la musica a tutto volume e cantarci sopra. Il nero, il viola e il rosso. Le magliette a righe, e quelle nere. Il cibo piccante. Riuscire a non fumare. Le Converse All Star. L'Arte, in ogni forma ed espressione. Sentirmi un po' artista. Gli abbracci stretti. Le matite scure. I tacchi alti. Riuscire a distinguermi. L'Empatia. Le serate con le persone a cui voglio bene. Annu, perché è essenzialmente la mia migliore amica. Sara, la mia indie preferita. La torta al cioccolato e zabaione. Starbucks, i Caramel Coffee Frappuccino e i White Chocolate Mocha. Internet, e Msn Messenger. La Vita. ...and muche more.





Fuck Forever
La superficialità. Arrendermi, e fuggire dagli ostacoli. Gli ostacoli. Sentirmi inferiore a qualcuno. La ottusità, e l'insensibilità. Fumare/bere alcolici soltanto per far finta che sia un rimedio. Fingere. La paura della paura, e della morte. Gli attacchi di panico e non riuscire a controllarli. La musicaccia da discoteca. E le discoteche. Le prese in giro. Le persone logorroiche. I fraintendimenti. I viaggi troppo lunghi in aereo. Le classificazioni. Il dolore, fisico e non. Quando va via la luce. I film horror. Ginnastica a scuola. Il finto idealismo. Il vuoto che lascia una storia che finisce. I pregiudizi. L'apatia. E non avere voglia di fare niente. La presunzione. La politica, e i politici. Le guerre. Gli ascensori, perché non hanno vie d'uscita. Il caldo. D'Annunzio. I Francesi. Le riviste fèscion. L'omologazione. Non avere la patente. Dover seguire regole che non approvo. Chi disprezza la Letteratura. Il gelato al cioccolato. I trilli di Msn. Le recriminazioni. Quando sembra che tutto l'Universo si stia impegnando per mandare tutto a rotoli.





Paper-and-Ink Worlds
Romeo & Juliet - William Shakespeare
Due di due - Andrea De Carlo
Treno di panna - Andrea De Carlo
Donna per caso - Jonathan Coe
Gente di Dublino - James Joyce
Delitto e Castigo - Fedor Dostoevskij
Orgoglio e Pregiudizio - Jane Austen
La luna e falò - Cesare Pavese
The old man and the Sea - Ernest Hemingway
Memorie di una Geisha - Arthur Golden





La Cinematheque.
9 Vite Da Donna. About a boy. Arancia Meccanica. Big Fish. C'era una volta in America. Chocolat. Elisabeth. Eyes Wide Shut. Gangs of New York. Gioco Di Donna. Gioventù Bruciata. Grease. I ponti di Madison County. Io non sono qui. L'Amore Infedele. La Macchia Umana. La Maschera Di Ferro. La Regola Del Sospetto. La Ricerca Della Felicità. La Valle Dell'Eden. Lemony Snicket - Una Serie Di Sfortunati Eventi. Luci Della Ribalta. Match Point. Melinda e Melinda. Minority Report. Prova a Prendermi. Quo Vadis, Baby?. Ragazze Interrotte. Ritorno a Cold Mountain. Romeo+Juliet. School Of Rock. Shakespeare In Love. Sognando Beckham. Taxi Driver. The Aviator. The Beach. The Departed. The Eternal Sunshine of the Spotless Mind. The Nightmare Before Christmas. The Terminal. Titanic.





iTunes.
AFI. Afterhours. Alanis Morrisette. Artic Monkeys. Babyshambles. Baustelle. Bob Dylan. Bright Eyes. Carmen Consoli. Coldplay. Damien Rice. David Bowie. Death Cab For Cutie. Deep Purple. Dire Straits. Dirty Pretty Things. Fabrizio De André. Foo Fighters. Garbage. Green Day. Jimmy Eat World. Jeff Buckley. John Lennon. Kings of Convenience. Led Zeppelin. Ligabue. Lucio Battisti. Metallica. MUSE. Nirvana. Oasis. Panic! at the disco. Pink Floyd. Placebo. Plain White T's. PFM. Radiohead. Shout Out Louds. Subsonica. Taking Back Sunday. Terra Naomi. The Beatles. The Clash. The Doors. The Feeling. The Good, the Bad and the Queen. The Killers. The Kooks. The Libertines. The Subways. The Strokes. The Used. Vinicio Capossela. Verdena (?). Youth Group.





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