
Del resto se non ci fossero stati loro probabilmente non avrei comprato nemmeno quella chitarra. Quindi sì, effettivamente è vero che averli incontrati nella mia vita e averli come amici mi ha cambiato la vita. Più o meno estremamente in meglio. E se penso a una cosa del genere mi viene da benedire più o meno tutto. Se non altro ho ogni giorno continuamente sotto gli occhi la prova che l'amicizia vera esiste ed è bellissima.
Esausta, anche fisicamente. E' da quando è ricominciata la scuola che vado su e giù di continuo tra autobus, scuola, casa, studio dei signori padre e madre, e scuola di musica, anche. Esausta, decisamente. Ma almeno mi concentro su chi ho intorno a me e non penso a niente tranne che a star bene in mezzo alla gente e a star sù serena. Poi beh magari ti aspetteresti qualcosa in più, desidereresti che quel momento venisse, così, all'improvviso magari, che poi all'improvviso non è perché lo vorresti davvero con tutta te stessa. Ma non viene, non arriva mai e non arriverà forse più. E allora maledici te stessa, il tuo continuo sperare e, perché no, anche i telefoni cellulari. Poi scrivi certe cose sul tuo blog e ti senti ancora più idiota, ma tant'è.
Se ti tagliassero a pezzetti del signor Faber la adoro adorissimo. E' così romantica che la prima volta che l'ho sentita mi son commossa perché, oh beh, il Faber era il Faber. Ed ho queste immagini davanti che sono un misto di magia e bellezza che nessun'altra canzone riesce a farmi vedere. Attonita ed esausta. E con scarse idee per Halloween. E un po' stordita da tante cose. Insomma, sempre la solita Ale.
Flusso di sensazioni che non riesco a rimettere insieme con un filo di razionalità. Eterna impressione di vedere, sentire, ma di non riuscire a capire veramente tutto quello che sto vivendo. Voglia di gridare, che si soffoca in un po' di insano singing along con qualche canzone che sento così mia che quasi fa male. E mi sembra che una parte di me se ne vada via, di giorno in giorno, di delusione in delusione, di sbaglio in sbaglio. Ogni mio passo è un passo nel vuoto e ogni cosa che faccio mi sembra inutile. Inutile, perché la vita spazza via ogni progetto ed ogni desiderio, piegandoli ad una logica che per me non è ancora così logica come forse dovrebbe. A volte, sempre più spesso, sento ancora quello strano vuoto allo stomaco, come un vortice d'aria fredda dritto al petto. E la notte è ritornata quella paura di una volta che al momento non so più sconfiggere, o meglio, che non riesco più a combattere, nemmeno debolmente. E c'è quel sogno ricorrente, ogni volta diverso ma sempre con quelle solite immagini, quella solita fobia che prende forme ancor più surreali nella dimensione onirica.
I fili di questa esistenza se li è presi il Fato, per sempre. Non ho più alcun potere su questa mia vita. Me ne rendo conto ogni volta che provo a fare qualcosa, a sperare o a desiderare qualcosa, perché ovviamente tutto il mio impegno e le mie aspettative si rivelano sempre vani.
Studiare Filosofia mi rende così triste. E' come se mi aprisse tutti i canali più sensibili, scoprendo i miei nervi più deboli, ferendomi nella mia fragilità più vera. Vorrei non aver mai pensato di essere forte e speciale.
Anche perché era soltanto un'illusione.
Mi sto convincendo sempre di più di NON essere tanto normale. Voglio dire, perché non posso semplicemente fare la liceale ed essere contenta di non aver ancora problemi di sopravvivenza nella giungla universitaria, di non dovermi preoccupare dei parcheggi (introvabili poiché inesistenti in questo luogo oscuro che chiamano città di residenza), di non aver a che fare con la politica visto che grazie al cielo a me non è ancora chiesto di votare (gioia et tripudio, non sono qualunquista ma la politica vi prego no), e insomma così all'infinito. E potrei gustarmi i miei beati anni di triennio in santa pace, pensando a chiudere i libri nel modo più decente possibile entro una certa ora, farmi scarrozzare qua e là dalla madre, pensare al futuro sì ma senza ansie, pensare ad un'auto tutta mia sì ma senza troppa necessità incalzante (necessità? incalzante? Io sono immune agli incentivi statali per altri due anni!), insomma star bene a metà tra la realtà e le aspettative, rivolta soltanto ai miei tentativi di scrittrice in erba e di pseudo chitarrista, preoccupandomi il giusto se le cose non vanno. Perché posso ancora permettermi di dire che se non vanno adesso, un giorno andranno, dovranno andare nel modo che vorrei. Et quindi, perché devo riempirmi la mente con pensieri del tipo "Io qui dentro non ci resisto altri tre anni" - che poi son quasi due anni e mezzo tra poco-? La risposta penso di avercela: io non sono normale. Se no non ci sarebbe motivo di pensare sempre o quasi al domani, al futuro, alla noia che mi attende mentre devo rimanere chiusa al Volta ancora e ancora fino alla nausea, di pensare sempre e soltanto a come sarà quando Ame et Fede et tutti gli altri et altre prenderanno la maturità, e io rimarrò intrappolata lì dentro. Sono liceo-fobica, o semplicemente impaurita all'idea di non avere più nemmeno un briciolo di consolazione lì dentro quando quelle poche persone sane di mente avranno fatto il loro salto di qualità, lasciandomi inevitabilmente indietro?
Si torna sempre a quel punto, torno sempre a questo punto qua: perché le persone a cui voglio più, a cui mi sento più vicina, con cui condivido momenti e parole che valgono più di molte altre inutilità dette con chiunque altro, perché devo vederle andare avanti senza di me? Mentre io sono obbligata a rimanere quelli che a me sembrano anni luce indietro, senza coloro che sono per me parte fondamentale delle giornate, sole pioggia neve o vento che sia. E' una sensazione spiacevole, e fa anche una discreta paura. Poi so che ci arriverò anche io al punto dove ora sono loro, so che non perderò queste preziose amicizie, lo so, però mi sembra lo stesso così ingiusto questo non poter continuare il percorso passo a passo con chi in quel liceo mi ha vista entrare, la ragazzina della prima cì.
(ma chi li legge per intero questi posts enormi?! e comunque in quel liceo qualche rara eccezione c'è e queste eccezioni mi dovranno sopportare fino all'ultimo giorno da liceali *risatamalvagia*, è solo che è una vita che vorrei aver due anni in più e stranamente non arrivano mai.)
Ma che libreria è una che non ha Arancia Meccanica?
Secondo me di qui a Giugno io ci rimetto la sanità mentale. Non per la libreria, ovvio. E nemmeno per la scuola in sé. Non aggiungo altro, che ogni post diventa uno sproloquio inutile.