(martedì, 13 novembre 2007)                                      commenti (2)

Quanto tempo sarà che non scrivo più un posto subito dopo una lite con mia madre? Un'eternità. E' che da un anno a questa parte mi è sempre sembrato che in qualche modo avesse ragione lei, e in effetti era così. Però no, oggi non c'ho visto più. Con che coraggio viene a dirmi che sono sempre più infantile e che non sono maturata per niente da due anni o tre a questa parte? Come può insinuare che io sia ancora la solita persona? Ma ha gli occhi bendati o è troppo occupata a 'soffrire per me' e a farmi sentire una persona sbagliata e assolutamente inconcludente?! Io non mi aspetto che mi dica che secondo lei umanamente valgo qualcosa e sono una persona anche solo minimamente accettabile, no questo nemmeno lo spero più ormai. Però è assurdo che dopo un anno che io sto male, perché sì, io sto male e forse da sola non ce la farò mai a guarire dal mio dolore, mia madre, la persona che dovrebbe conoscermi meglio di chiunque, mi venga a dire che io non sono cambiata di una virgola da quando ero la ragazzina della prima cì, quella che correva ogni ricreazione fuori per sentire il Fede parlare di tutto e di niente, o che passava i Mercoledì pomeriggio a parlare con lui e Ame dopo solfeggio, sentendosi felice di quei momenti. Sì, ero felice di niente, ma almeno stavo bene. Poi sono successe cose, io non sono stata all'altezza, sono scivolata, sono caduta, ho sbagliato ancora ed ancora e quegli errori non riesco a lavarli via e mi sembra di averli tatuati sulla pelle e incisi nella mente senza possibilità di accantonarli in un angolo. E sto male, mi odio, mi sento colpevole verso me stessa, verso Gabriele, verso i miei e i suoi, verso tutti per aver rotto quel legame che, anche se nessuno è disposto a credermi, per me era tutto, solo che non lo sapevo. E non riesco a sopravvivere a prescindere da questo. Però ci sto provando, ho capito molte cose in questi mesi, ho imparato o almeno credo, sono maturata. Sono cresciuta insomma. Ma mia madre questo non lo vede, questo non lo sa. Lei vede soltanto il mio errore, e valuta tutto dal punto di vista di quel mio sbaglio, che è diventato la lente attraverso la quale lei legge me e la mia vita. Non si è nemmeno accorta che non sono più la stessa persona. E sembra quasi disgustata dai miei entusiasmi, sconvolta da come io possa ancora gioire di piccole cose e ridere di piccole battute. E' come se pretendesse da me l'infelicità, per potermi vomitare addosso tutto il suo rancore nei confronti miei e di tutto il resto. Ha avuto il coraggio di dirmi che sono ferma a quando ero la ragazzina della prima cì - lei non ha usato quest'espressione ovviamente, ma il concetto era chiaro -, ma che ne sa lei? Solo perché sono entusiasta del nuovo corso di armonia, solo perché ogni tanto mi permetto di tirar fuori qualche ricordo spensierato o di nominare i miei amici più cari. E allora mi chiedo, sono forse davvero immatura nell'essere allegra per momenti trascorsi con persone a cui voglio bene? Quest'amicizia è segno di immaturità? Io non credo proprio. Ma mia madre non sembra volerlo capire, ed io non ne intuisco il perché.

(domenica, 11 novembre 2007)                                      commenti

Dover uscire in questo modo, star fuori, sorridere, anche solo l'atto di camminare mi sembra difficile, stretta nel mio cappotto nero che mi piace tanto, ma che sembra coperto anch'esso da un alone grigio scuro. Mi sono sempre ritenuta una ragazza abbastanza in gamba, un po' fuori dalle righe, appena appena un po', in tante, tutte le cose. Mi sono sentita anche bella, un pochino, non tanto, ma appena appena carina sì. Ho sempre pensato di non essere la peggiore persona sulla terra, ecco. Però sere come quella di ieri, che passano per un miracolo quasi divino e che finiscono per una grazia superiore, mentre la mia mente è letteralmente tagliata a pezzetti dai ricordi e dal dolore per sbagli che forse non mi perdonerò mai, ecco sere come quella di ieri mi fanno pensare che mi sono sempre sbagliata su me stessa. E che forse io sono tra le peggiori persone di questa terra. E alla fine mi dico che m'importa che m'importa, tanto la vita va avanti, i giorni scorrono più veloci delle pubblicità e degli alberi lungo un'autostrada, gli eventi arrivano e se ne vanno senza far rumore, l'esistenza non è poi così pesante vista in quest'ottica. Ma perché allora mi basta un abbraccio, una telefonata, un sms, un gesto pur se piccolo, anche un vecchio post che parla di cose passate e ormai perdute nel mio animo, bastano a risvegliare un misto di sofferenza, senso di impotenza e odio verso me stessa? Mi sembra di aver buttato via sedici anni, continuando a fare scelte sbagliate o a pensare che la vita mette a posto tutto da sé, che basta fare le cose senza pensare, così, allegramente, prendendo tutto per gioco, e allora puff! questa strana cosa antropomorfa chiamata Vita farà tutto il resto e mi regalerà una villa nel Kent con un grande giardino e una allegra famigliola felice. Già certo. Che imbecille completa. Ci manca soltanto che mi complico ulteriormente la vita infilandomi in carpineti da cui uscire completamente e ulteriormente distrutta mentalmente. Bisogna essere proprio imbecilli. Ho voglia di suonare, tanta tanta voglia di perdermi in mezzo alle note di una canzone.

E ho voglia di andare venerdì a sentir parlare quell'omino di Faber per arrivare poi a parlare di tutto e sentire le sue opinioni e rimanere affascinata e colpita dalle infinite cose che non so e non conosco, ridere con Sara e non pensare a niente. Dimenticare chi sono e che esisto e far finta che tutto vada bene. Perché mi sembra di aver così poco, così poche persone che realmente tengono a me, che tutto sommato mi chiedo perché mi ostini tanto a parlar di me stessa. Senza certezze e senza appigli. Un mio amico sul suo blog ha scritto che convincersi di essere sicuri non serve, e forse ha ragione lui.



(martedì, 06 novembre 2007)                                      commenti (2)

Ma perché ho così tanta paura che qualcuno che conosco nella vita di tutti i giorni possa arrivare a  dileggere queste (insulse) pagine? In fin dei conti non c'è scritto niente di che. E poi rivelare a qualcuno le proprio emozioni e i propri stati d'animo non è niente di così strano. No, nemmeno lontamente strano. Ah, ma io son specializzata per voler mostrare una me che non esiste. Quella forte sicura e intraprendente.

Che in realtà non è sicura di niente e non è fragile ed è riservata. Eh vabì.

Bah, per il resto, che dire?! Il fatto che io provi a stare meglio e voglia che ciò accada e presto mi sembra un segno positivo. Ma a volte mi vengono in mente quelle strane idee che non avevo più da un po' e vedo ancora tutto attraverso la lente dell'insofferenza che ho per me stessa. Ed ho ancora, a volte, la sensazione che tutto sia così reale, fin troppo reale, e in quei momenti ho quella paura distillata che mi manderà al manicomio. Ma del resto al manicomio ci dovrei andare più o meno sempre =D Se no non si spiega il fatto che ieri sono riuscita a dimenticarmi di scendere dall'autobus! Ma come si fa?!?!?! Ok che stavo parlando con Nicco di Msn e roba varia ed ero presa dall'argomento perché la materia modestamente(!) mi compete (=D), però non mi era mai successo di guardare dal finestrino dell'autobus e realizzare che la mia fermata era appena passata. Domani mi interroga a Fisica sicuramente, ho preso sette al disegno di story of the art (sìsì lo so che non si dice in inglese) cosa che è un miracolo date le mie (inesistenti) doti di pittrice e poi non so cos'altro aggiungere tranne che vado a suonare la mia Fenderina Stratocaster così tra due sabati Gianni la smetterà di guardarmi ansiosamente per paura che mi scordi gli accordi dei pezzi, Sweet Child O' Mine soprattutto.

Detto tra noi (?) l'iTunes della sottoscritta sta diventando un po' miserrimo. Si accettano suggerimenti di ogni tipo per nuove canzoni - esclusi Tokio HotelLI e TizianI FerrI vari =D.



(domenica, 04 novembre 2007)                                      commenti

Da oggi provo con tutta me stessa a perdonarmi. Provo con tutta me stessa a smetterla di odiarmi e di vivere piena di sensi di colpa. Avanti così non posso andare, è ovvio, perciò ci provo. Con tutta me stessa. So che non sarà facile, lo so perché mille altre volte da quasi un anno cerco di ripetermi che devo superare questo momento, che devo smetterla di piangermi addosso. E' che certe ferite forse faranno male per sempre, soprattutto se te le sei procurate con le tue stesse mani, ma voglio provare a non sentirmi più colpevole, perché anche se effettivamente la colpa è soltanto mia per questa sofferenza, so che per vivere davvero e non semplicemente esistere devo liberarmi di questo fardello e riprovare a mettere un mattoncino sull'altro, piano piano e senza pretese, nella speranza di ricostruirmi lentamente e senza crepacci nei muri. Sento che sarà dura, durissima, ma voglio farcela.

Intanto mi concentro sulle cose che ho, e provo a smetterla di concentrare sempre l'attenzione su di me. Riempirmi di idee, progetti, voglie, speranze. Riempire la mia vita di piccole cosa che la rendano importante, cancellando gli errori del passato. Voglio perdonarmi, perché oggi capisco davvero e pienamente i miei errori e la mia stupidità, e non ripeterò mai più gli stessi sbagli. Ho imparato, e sono cresciuta. Ho maturato una nuova idea di tutto questo. Sono cambiata. E voglio farcela. Buttarmi alle spalle tutta questa sofferenza, ecco quello che voglio. Voglio vivere innamorandomi della vita. Di tutto. E per una volta non dico che voglio ricominciare da zero. Ricomincio esattamente da qui. Anzi no, non ricomincio. Riparto, riprendo a camminare esattamente oggi, dopo una sosta dovuta ad una caduta che ha fatto molti danni. Come nelle metafore più banali che tanto non sopporto, son caduta e mi rialzo, per tornare a camminare, non a correre, semplicemente a camminare. E ho voglia di arrivar lontano e di esserne felice. Scaccio via le paure, le nascondo sotto il cappotto, per non scordarmi mai dei miei limiti, ma facendo forza su me stessa con determinazione. Sono determinata ad esser felice, a non cadere più nella stessa trappola delle mie debolezze. Ce ne saranno altre, lo so, ma questa che sto provando a superare non mi fa più paura.








The Lady in purple.
Alessia. Ale. alex. purpleGirl. Sedicenne, dodici Luglio millenovecentonovantuno. Riflesso sbiadito di una se stessa che non c'è più. Toscana, ma Londinese. Innamorata del teatro e della tragedia, (screen)writer wannabe. Troppo attaccata ad un sogno e spaventata dal futuro. Appassionata di buona musica e apprendista chitarrista. Intelligente, sarcastica, speranzosa ma velata sempre di tristezza. Incostante ed emotivamente instabile. Sfuggente. Odiata dai più. Diffidente e incapace di fidarsi. Convinta che ci sia sempre qualcosa dietro ogni cosa. Disillusa. Buffa. Incontentabile. Amante delle parole in ogni forma di espressione. Artista(?). Impaurita. Pessimista. Disordinata. Credente. Piena di contraddizioni. Provocatrice. Teinomane. Ossessiva e orgogliosa. Gelosa. Determinata. Sola. Imperscrutabile. Matta. Costantemente bisognosa di stare con gli amici. Lettrice incallita. iPod dipendente. Testarda. Convinta irrimediabilmente che tutto ciò che c'è di bello è lontano da qui. Ex fissata con la musica punk. Undicenne convinta soltanto quando si parla di un certo Omino di Pan Pepato. Viaggiatrice. Ossessionata dalla voglia di scappare. Finta insensibile. Angofila e Shakespeariana a vita.





Welcome to Paradise
Il cinema. Leonardo DiCaprio, perché è un fottuto Omino di Pan Pepato ed è bravo in tutto quello che fa. Il teatro, la tragedia e la satira. La musica in ogni sua forma (o quasi è_é). La mia fender acoustic DG-5, e suonarla di notte con le tutte le luci spente tranne quelle che entrano dalla finestra. William Shakespeare, e l'unica motivazione è che ogni sua parola mi legge meglio di quanto io potrò mai leggere lei. Leggere. Scrivere, o almeno provarci. Viaggiare, soprattutto in auto e in treno. Londra, e tutta l'Inghilterra. L'inglese, e gli Inglesi. Bankside con le sue panchine di pietra lungo il Tamigi. Lo Shakespeare's Globe e il suo albero frondoso. Piccadilly Circus. Camden Town. Westminister Bridge. Trafalgar Square. Oxford Street. Hyde Park. Greenwich. La tube. Londra tutta intera. Il sarcasmo britannico. Le metropoli. Philadelphia. E tutte le altre mille città che vorrei visitare e che ancora non ho visto. Scrivere con la mia Parker color rosso-assassino. Il tennis, soprattutto su erba. Wimbledon. Lleyton Hewitt, e quando urla il suo C'mon. Guardare un film così tante volte da sapere ogni battuta a memoria. Guardare Romeo+Juliet e piangere puntualmente. I miei CDs e i miei DVDs. I miei libri autocomprati, che mi piace immaginare come l'inizio di una grande collezione. Il mio bimbo bianco che ancora non mi decido a cambiare (leggi iPod 20GB). I Ray Ban. Passare le giornate nei negozi di musica, di chitarre e nelle librerie. Il mio Moleskine. Il mio gruppo di musica, e tutti i ragazzi che ho conosciuto in quella scuola, soprattutto i miei due amici più cari ♥. Suonare su un palco e sentirmi viva. Le prove con i "It sounds wood". Andare a sentir suonare i "Fanti di Picche". I concerti. L'inverno. Il vento, freddo preferibilmente (ma il vento è bello in ogni stagione). I tragitti lunghi in auto. Andare in auto con la musica a tutto volume e cantarci sopra. Il nero, il viola e il rosso. Le magliette a righe, e quelle nere. Il cibo piccante. Riuscire a non fumare. Le Converse All Star. L'Arte, in ogni forma ed espressione. Sentirmi un po' artista. Gli abbracci stretti. Le matite scure. I tacchi alti. Riuscire a distinguermi. L'Empatia. Le serate con le persone a cui voglio bene. Annu, perché è essenzialmente la mia migliore amica. Sara, la mia indie preferita. La torta al cioccolato e zabaione. Starbucks, i Caramel Coffee Frappuccino e i White Chocolate Mocha. Internet, e Msn Messenger. La Vita. ...and muche more.





Fuck Forever
La superficialità. Arrendermi, e fuggire dagli ostacoli. Gli ostacoli. Sentirmi inferiore a qualcuno. La ottusità, e l'insensibilità. Fumare/bere alcolici soltanto per far finta che sia un rimedio. Fingere. La paura della paura, e della morte. Gli attacchi di panico e non riuscire a controllarli. La musicaccia da discoteca. E le discoteche. Le prese in giro. Le persone logorroiche. I fraintendimenti. I viaggi troppo lunghi in aereo. Le classificazioni. Il dolore, fisico e non. Quando va via la luce. I film horror. Ginnastica a scuola. Il finto idealismo. Il vuoto che lascia una storia che finisce. I pregiudizi. L'apatia. E non avere voglia di fare niente. La presunzione. La politica, e i politici. Le guerre. Gli ascensori, perché non hanno vie d'uscita. Il caldo. D'Annunzio. I Francesi. Le riviste fèscion. L'omologazione. Non avere la patente. Dover seguire regole che non approvo. Chi disprezza la Letteratura. Il gelato al cioccolato. I trilli di Msn. Le recriminazioni. Quando sembra che tutto l'Universo si stia impegnando per mandare tutto a rotoli.





Paper-and-Ink Worlds
Romeo & Juliet - William Shakespeare
Due di due - Andrea De Carlo
Treno di panna - Andrea De Carlo
Donna per caso - Jonathan Coe
Gente di Dublino - James Joyce
Delitto e Castigo - Fedor Dostoevskij
Orgoglio e Pregiudizio - Jane Austen
La luna e falò - Cesare Pavese
The old man and the Sea - Ernest Hemingway
Memorie di una Geisha - Arthur Golden





La Cinematheque.
9 Vite Da Donna. About a boy. Arancia Meccanica. Big Fish. C'era una volta in America. Chocolat. Elisabeth. Eyes Wide Shut. Gangs of New York. Gioco Di Donna. Gioventù Bruciata. Grease. I ponti di Madison County. Io non sono qui. L'Amore Infedele. La Macchia Umana. La Maschera Di Ferro. La Regola Del Sospetto. La Ricerca Della Felicità. La Valle Dell'Eden. Lemony Snicket - Una Serie Di Sfortunati Eventi. Luci Della Ribalta. Match Point. Melinda e Melinda. Minority Report. Prova a Prendermi. Quo Vadis, Baby?. Ragazze Interrotte. Ritorno a Cold Mountain. Romeo+Juliet. School Of Rock. Shakespeare In Love. Sognando Beckham. Taxi Driver. The Aviator. The Beach. The Departed. The Eternal Sunshine of the Spotless Mind. The Nightmare Before Christmas. The Terminal. Titanic.





iTunes.
AFI. Afterhours. Alanis Morrisette. Artic Monkeys. Babyshambles. Baustelle. Bob Dylan. Bright Eyes. Carmen Consoli. Coldplay. Damien Rice. David Bowie. Death Cab For Cutie. Deep Purple. Dire Straits. Dirty Pretty Things. Fabrizio De André. Foo Fighters. Garbage. Green Day. Jimmy Eat World. Jeff Buckley. John Lennon. Kings of Convenience. Led Zeppelin. Ligabue. Lucio Battisti. Metallica. MUSE. Nirvana. Oasis. Panic! at the disco. Pink Floyd. Placebo. Plain White T's. PFM. Radiohead. Shout Out Louds. Subsonica. Taking Back Sunday. Terra Naomi. The Beatles. The Clash. The Doors. The Feeling. The Good, the Bad and the Queen. The Killers. The Kooks. The Libertines. The Subways. The Strokes. The Used. Vinicio Capossela. Verdena (?). Youth Group.





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