
La competizione mi spaventa e non mi sento all'altezza. Ho paura di perdere anche quel poco che ho, di non riuscire a raggiungere quel livello massimo a cui aspiro da più o meno una vita. Ho paura e mi sento debole e vorrei rinunciare fin da adesso. Avere la consapevolezza di non poter contare su nessun'altro tranne te stesso - o quasi, perché qualche amica importante e speciale ce l'ho anche io <3 - mi terrorizza e paralizza.
Venerdì sera a sentire il mitico et inimitabile professore di latino e greco, che insegna materie che non servono a niente e ne è contento 'in un mondo dove tutto deve servire a qualcosa' almeno ciò che fa lui non serve e a niente e menomale, che suonava con i suoi Gitani, in una serata incentrata sul tema del viaggio nella poetica di Fabrizio De André. E stavo bene, sì stavo bene, perché c'era la musica, c'erano quelle canzoni che fanno piangere, emozionarsi, che smuovono l'anima, c'era Sarina che leggeva le nuvole, c'era un certo essere a proprio agio che per me non è mai così scontato in mezzo alla gente. Stavo bene, sì. Però era il 18 Gennaio, e il peso di un errore grande come un macigno sulla mia testa.
E tornando a casa, tra una risata e l'altra con Sara, tra la stanchezza e l'ilarità, io ho rivisto scorrere fuori dal finestrino - come se fosse la prima volta - quel benzinaio dove ci siamo abbracciati forte quel giorno di Novembre quando c'erano le giostre. E mi sento così ridicola a scrivere tutto questo a distanza di più di un anno, ma non ci posso fare niente se ti sei marchiato a fuoco dentro di me e io non riesco a dimenticare te, noi due insieme felici, anche se so che non posso cancellare il fatto di essere sparita da un giorno all'altro. Ma è stata paura, la mia maledetta paura di vivere le emozioni, a farmi fuggire.
Se potessi far tornare indietro il mondo, farei tornare poi senz'altro TE.
(Spero soltanto che tu non passi mai di qua, che questo blog rimanga per te sempre sconosciuto, perché mi vergognerei così tanto se solo tu potessi sapere quanto sono sciocca e infantile. Sì, è ciò che sono, perché chiunque altra non ti avrebbe mai lasciato andare.)
No per il momento non so se è il caso di scrivere queste cose. Forse è meglio cancellare questo post e far finta di niente. Reprimo tutto perché è meglio così.
Scusate.
Per la prima volta nella mia vita, credo, mi sembra di avere una direzione ben precisa, di aver scelto e di aver scelto alla luce della ragione. E' stato ieri sera, nello stesso ristorante di un anno fa quasi esatto, di nuovo con i miei, che le mie labbra hanno formulato quella frase. E stamattina avrei voluto già ritirare tutto, far finta di non aver detto niente, tornare nel mio stato larvale di incertezza, non affrontare la verità: non ho più undici anni e i sogni della bambina devo lasciarli ben ripiegati nel cassetto se voglio vivere veramente e non averne l'illusione. Succede sempre così. Quella che ieri mi sembrava una gloriosa conquista, un successo, una crescita, oggi già mi sembra una rinuncia, un segno di debolezza, un errore. E allora mi sento avvilire, come se costringessi il mio vero essere in una scatola troppo piccola o della forma sbagliata, rinunciando a chissà quali grandi spazi potrei raggiungere perseverando nelle mie fantasie e nei miei sogni più idealizzati. E chissà perché questa storia mi averla già vissuta. Queste emozioni che vanno e vengono, questa determinazione seguita da avvilimento, o forse è solo la paura di affrontare il futuro, mascherata da delusione, che bussa al cuore della mia mente. Almeno per una volta vorrei dimostrare a me stessa di aver imparato un frammento in più di ciò che realmente sono, così che io perseveri lungo la strada che ho scelto senza far l'errore di tornare indietro in cerca di qualcosa di migliore per me che in realtà non esiste, perché il meglio è ciò che ho scelto.
I don’t know where I am
I don’t know where I’ve been
But I know where I want to go
E se in terza superiore arrivi alle 5 p.m. del tuo ultimo giorno di vacanza e realizzi che non ce la puoi fare - perché, umanamente, chi ha voglia di passare un'intera domenica a studiare biologiafilosofiamatematica? - a finire i compiti, beh, non ho idea di che cosa voglia dire, probabilmente non vuol dire niente. Iniziare un post così è alquanto deprimente ma timeo che domani sarà una giornatina un po' del cazzo, a partire dall'ansia con cui uscirò di casa. Ginnastica alla prima ora è già abbastanza orribile, figuriamoci di lunedì e figuriamoci dopo quindici giorni di vacanza. Eh vabì, mi consolerò il pomeriggio.. sì, studiando per l'ennesima volta filosofia per quel cavolo di compito ç_______________________ç Possibile che Gennaio e Maggio debbano essere due mesi così?! Non si fa niente per tutto l'anno, un po' di coerenza anche in questi mesi, suvvia! :D E' ufficiale, sto impazzendo. O forse sono già impazzita.
E ora la famosa lametta per tagliarsi le vene sarebbe proprio utile. Ma posso ancora farcela, sì dai. (times like theseeee.. you learn to live againnn :D)