
E tra tutti i ricordi che ho in testa, il più vivo è proprio quello della polvere e del caldo sulla mia pelle, e della testa che ondeggia al ritmo delle chitarre e mi sembra che niente intorno conti e che la vita e il mondo siano tutti lì. Circondata da cinquantamila persone (sì, ci hanno contati a quanto pare), ho avuto per una notta la sensazione che non potesse esserci nient'altro che quel campo sperduto di Sesto Fiorentino, io, Sara, i cantanti e quel palco. E le granite alla menta ovviamente, che sembravano impossibili da trovare. Sono così riconoscente ai miei del fatto di avermi portata lì e di aver sopportato quel caos e quel caldo solo per farmi felice. A volte mi sembra che tra me e loro corra un largo binario di incomprensioni che ci divide, ma in occasioni come queste mi sento un'ingrata per tutte le volte in cui mi sarei aspettata di più da loro. E poi boh. Devo ancora rendermi conto che è successo davvero. Appena arrivate ho subito pensato:"E' fatta". E ancora non avevo visto niente. I primi a salire sul palco sono stati i "Cappello a cilindro" e mi sono innamorata del loro tastierista perché era qualcosa di incredibile mentre suonava; una forza della natura! L'atmosfera c'era già tutta, ma ancora non riuscivamo a calarci completamente dentro e infatti devo ammettere che lì ci sarebbe stato da scatenarsi molto di più, ma vabì, che si può pretendere a quell'ora con il sole che ancora picchia forte?! "Quel che accade", se vi capita, ascoltatela perché merita (che sei una stronza non lo scordooooo XD). Dopo che loro hanno finito, degno di nota è l'omino dei gelati che ci fa:"Sentite com'è caldo il bancone! Senti, senti!", e io e Sara come le sceme a metter la mano sul bancone con mia mamma che ci guarda un po' sconvolta ò_O. Poi gruppo di dubbio nome, anche loro bravibravi. Io e Sara poi ci siamo perse nel mercatino delle pulci con me che non facevo altro che fare:"Aaaaah questo che carino","Aaaaah guarda quest'altro quant'è bellooooo, oddio qua svaligio tuttoooo" ad ogni bancarella, visto che si sa, io, i mercatini e il risparmio non siamo proprio un trio ben assortito. A questo punto devo ammettere che il devasto era già a buon punto, visto che erano già tre ore che stavamo in piedi senza mai fermarci un momento, e infatti la proposta dei miei di cenare è stata subito ben accolta, anche perché da quei pochi sparuti esserini che eravamo stati fino a poco prima, cominciavano già ad arrivare tutti gli altri italiawaveisti (?) e quindi a crescere il caos (e il devasto, sì il mio caro amico devasto che dopo Capossela era arrivato al suo picco massimo, ed era veramente un livello alto, garantisco). Insomma, per farla breve, abbiam mangiato una piadina con mozzarella prosciutto COTTO, che non mi sembra poi tanto difficile da distinguere dal crudo, ma per il tizio delle piade a quanto pare lo era ù_ù. Sara ha finito la voce credo per spiegargli che non volevamo il crudo, bensì il cotto, e che non era un panino che avevamo ordinato, ma una piadina, ma il tipo con irritante insistenza continuava a chiderle:"Ma un panino hai detto? Ma col crudo?", e noi a rispiegare di nuovo XD. Finalmente siamo riuscite a chiarire il mistero del prosciutto e abbiamo mangiato questa tanto bramata piadina, che tra l'altro era altissima e gigantesca, e per quanto mi riguarda mi ha confuso le idee per un'ora buona e non chiedetemi dell'esibizione di Roy Young perché l'ho sentita appena in sottofondo mentre eravamo sedute sulla panca. Dopo la mitica piada sono andata a comprare Sale&Pepe, due cosini adorabili che si abbracciano, tenerelli loro .OO. Una volta presi, ci siamo andate a sedere sotto al palco in attesa, e parlando ho sentito che in sottofondo mettevano Emerson, Lake &Palmer e mi è preso un attacco di cuore *_*. Poi finalmente i Leningrad. Quattordici russi, tra cui un grassone O_O, che hanno fatto un genere tipo ska ma veramente veramente molto bravi. Anche se non si capiva un'allegra mazza dei testi, la musica ti coinvolgeva prepotente e per un attimo ho anche temuto che si scatenasse il pogo violento ed ero prontissima alla fuga nelle ultime file XD Hanno suonato per un'ora ed è stata fantastico, nonostante fossi già abbastanza stanca. A un certo punto però credevo di non farcela più e la musica mi trascinava facendomi saltellare ma non ero più padrona della mia testa credo. Ed era bellissimo. Se attraverso la mia stanchezza avessero potuto misurare la mia felicità, l'avrebbero trovata a livelli altissimi. Anyway, dopo i Leningrad abbiamo conquistato la nostra tanto attesa granita alla menta e mentre ce la gustavamo, esauste e contente, sedute per terra, si sono avvicinati a noi due ragazzi di Napoli simpaticissimi, Antonio e Francesco e adesso siamo anche invitate al Neapolis XD Sì certo perché noi saremo in grado di andarci, sìsì certo come no. Ah la sfiga ._. Vabbè tanto non conoscerei nemmeno mezzo artista, Verdena e Battiato esclusi. Il che non sarebbe poi nemmeno così un dramma, considerando che non conoscevo nemmeno Vinicio Capossela, ma che me ne sono completamente innamorata. Alle 00.15, puntuale, è cominciato il suo show. E per chi non l'ha mai visto, non è possibile descrivere quello che riesce a trasmettere. E' semplicemente un genio, un mito, un creativo, un artista. Io ero fusa, devastata dalla stanchezza e dal caldo, conoscevo appena tre canzoni di tutto il suo repertorio, eppure non un solo momento ho avvertito la noia. Ero troppo coinvolta, entusiasmata, felice, colpita, emozionata per poter desiderare che il suo spettacolo finisse. Momento massimo: Ovunque Proteggi. Dopo la - come definirla - esaltazione con pezzi precedenti, quando è arrivata questa canzone io mi sono completamente sciolta e ad un certo punto pensavo di commuovermi, per via delle note, per via di quell'unico universo a cui mi sembrava di appertenere in quel momento. A cui APPARTENGO e apparterrò sempre. Io c'ero. Io agitavo piano la testa al suono del pianoforte e saltavo durante il Ballo di San Vito. C'ero. E sulla strada del ritorno, verso il parcheggio, mi sono resa conto di quando minuscola io sia in mezzo al mondo, ma di quanto ami farne parte. Per un solo momento, mentre vedevo dei mezzi di fiori lungo il guard rail, forse memori di incidenti mortali, ho lasciato che un pensiero di caducità si infiltrasse nella mia mente, ma per il resto sentivo la vita, la vita che ci univa tutti come un filo che ci trapassa all'altezza dell'ombelico e ci lega tutti insieme, come tante marionette. Ma va benissimo. E se solo ci ripenso, sono felice. Un po' come quando suono e mi sento parte di quel gruppo. Solo che stavolta non era un gruppo, era il Mondo.
E adesso foto:

Facciaz of culoz prima di partireXD


Il palco e il logo dell'Italia Wave


Io&Sara (la prima dopo diverse ore di devasto, la seconda a devasto inoltrato, e si vede aggiungerei XD)


Mr. Capossela, our God *_* (eravamo nelle prime file anche se da queste foto non sembra ù_ù)
SENZA PAROLE.
VINICIO CAPOSSELA NON ME LO DIMENTICO PIU'.
(Domani resoconto completo con foto e file audio/video se va tutto bene. Non ho dormito un cazzo e sono euforica solo se ci penso. Mille giorni come questo mi guarirebbero da ogni attacco di panico, ma uno è sufficiente per farmi sentire viva. Domani resoconto completo, per il momento ho ancora bisogno di ascoltare senza sosta Capossela e rendermi conto che ora ho un artista in più da aggiungere all'iTunes. E' tutto vero, sìsìsìsìsì, è proprio tutto vero.)
... probabilmente non starei scrivendo questo post adesso. DOMANI VADO ALL'ITALIA WAVE A FIRENZE parappappààààà! Ecchissenefrega se non conosco nemmeno un terzo dei cantanti della giornata di domani e se in realtà io volevo andarci oggi e domenica. Domani il signor padre e la signora madre scarrozzano me e Sarina all'Italia Wave e non me ne frega un cazzo di tutto il resto. Queste vacanze estive per ora sono state le migliori della mia vita seconde soltanto a quello dello scorso anno, ma soltanto perché lo scorso anno sono stata a fortnight in London, ma solo e solamente per quella città bellissima; tutto quello che è successo/ho fatto lì vorrei poterlo cancellare in una buona metà, tranne per quei pochi gesti e pensieri che erano strettamente collegati a Londra e alle mie compagne di casa ♥. E mentre per l'ennesima volta mi ritrovo a parlare di Londra in questi giorni penso al mio chitarrista che è a Londra da tre giorni ma a me sembrano molti di più. Mi sembra un'eternità che ho suonato l'ultima volta all'aperto. Sì, quest'estate è una delle migliori, ma i giorni che corrono tra una giornata in cui faccio qualcosa degno di nota e sto bene e un'altra mi sembrano interminabili e infinitamente lunghi. Tanto come comunicazione di servizio (Annu questa comunicazione è soprattutto per te XD) solo stasera msn ha deciso di tornare a funzionare dopo due giorni di paralisi più o meno totale. In questi giorni sono un po' malinconica e penso spesso a quando avevo quattordici e impazzivo per la musica punk e non facevo altro che ascoltare Nevermind the bollocks e per la prima volta mi innamoravo dei The Clash. Mi viene voglia di guardarmi allo specchio e chiedermi "Dov'è se n'è andata quella ragazzina, prima che io arrivassi e prendessi il suo posto?". Non voglio più tingermi i capelli di viola o di nero con le punte blu o verdi da molto tempo e non sogno più tutte le notti i ragazzi che giravano per Philadelphia vestiti come i punk della Londra anni '70. Però ogni tanto, mentre ascolto i Death Cab o rido di fronte ai buffi band-neologismi di Mister Doherty (vedi Artic Killers, ndAle) mi viene da sorridere pensando alla mia pseudo fase punk. C'è da dire che un po' anarchica son rimasta, eh. Sìsì, son così anarchica che riesco a scrivere soltanto sui fogli a righe perché un foglio tutto bianco mi manda in crisi. Ma sono anarchica, eh, lo sono davvero. Sotto sotto, abbastanza sotto perché non si veda un granché, ma sono ancora un po' anarchica. Almeno questa concedetemela, se no parte la crisi d'identità XD.
E dopo l'inutile sproloquio senza senso delle 22.17 direi che posso anche dissolvermi.