(venerdì, 17 agosto 2007)                                      commenti

Sono tornata. Sono a casa dal quindici (sì insomma, dalla notte tra il quattordici e il quindici) e non capisco che ci faccio. Al momento non mi va di fare il post sulla California, di descrivere quei posti incantevoli, di parlare di San Francisco mia adorata o di Los Angeles. Non mi va perché sono in piena fase pseudo-depressiva causa fuso orario, causa notti insonni a rigirarmi nel letto pensando a sette mesi fa e volendo sprofondare giùgiùgiù perché errori irrimediabili fatti al freddo di Gennaio non si cancellano più. Quindi no, non mi pare il caso di scrivere di quei posti divini in questo stato.

Piuttosto, volendo scrivere qualcosa ma non volendo parlar di me, ho pensato di parlare di uno strano fenomeno che mi sembra piuttosto diffuso, ma che non riesco proprio a comprendere fino in fondo.
Sto parlando della Tokio Hotel-mania.

Allora, premettendo che questo post vuole essere soltanto un commento a questo gruppo, senza elogi e senza particolari critiche/offese, devo ammettere che la prima volta che ho visto questi quattro ragazzI tedeschi - tra le altre cose giovanissimi, di età tra i venti e i diciotto anni - ho pensato "Oh no, un'altra band pseudo rock/gothic/nonsochealtro, con per di più unA cantante fèscion col trucco pesante!". La vera curiosità è venuta quando la Robertì mentre camminavamo un giorno mi fa:"Ma secondo te il cantante dei Tokio Hotel (hai presente vero?, con me non si sa mai se conosco gli ultimi ritrovati di Mtv ndAle) è un ragazzo o una ragazza?". Immaginatevi la mia faccia quando è arrivata la rivelazione che si chiamava Bill. Assicuratami dell'identità del suddetto cantante, mi è sorta subito una domanda, forse la più spontanea che poteva sorgere, e cioè il perché hanno così tanto successo, e sembrano piacere così tanto alle più giovani - fascia di età che farei rientrare tra i quindici/sedici e gli undici. Prima di mettermi a scrivere questo post, mi sono preoccupata di ascoltare diverse loro canzoni (e ho guardato anche qualche intervista e live, tanto non per parlare senza sapere), e devo ammettere che alcuni brani sono piuttosto orecchiabili, non voglio dire belli, ma se non altro per niente da disprezzare, nonostante non presentino grandi alterazioni o variazioni sulla classica scala di Do Maggiore. Anche qualche live non è male. E fin qui niente da obiettare. Quello che più sconvolge, a mio parere, è l'attrattiva che esercita Bill Kaulitz sulle fans: al di là della sua vera identità sessuale, l'aspetto e gli atteggiamenti non sono propriamenti quelli di un viril maschio. Cos'è esattamente che risveglia in tante giovanissime questa attrazione verso l'ambiguo? Non saprei rispondere. Tra l'altro l'ambiguità pare essere una costante del gruppo tedesco, che non mi appare granché deciso nemmeno dal punto di vista della corrente musicale a cui vogliono appartenere: un cantante gothic, un chitarrista hip-hop, un bassista grunge e un batterista che non saprei definire. E per quanto l'immagine nella musica possa non contare, di certo le continue apparizioni su giornalini ignobili in cui si parla dei loro primi baci e roba del genere non aiutano a fare di loro qualcosa di molto dissimile da una boyband.
Di fronte alla loro età anagrafica però mi riesce impossibile non vedere in loro soltanto dei giovani a cui piace la musica e travolti da un successo inaspettato al quale - e con tutte le ragioni - non voglio sottrarsi.

Insomma, 0 punti alla Tokio Hotel-mania, per questa strana piega fèscion e perversa che ha preso, che mi risulterebbe insopportabile anche per il solo fatto che Tom Kaulitz suona una Gibson.
Non me la sento però di bocciare i Tokio Hotel, perché l'idea che mi son fatta è che, con un po' più di tecnica e di esperienza, e soprattutto smettendo di essere un prodotto commerciale, possano dimostrare di saperci fare con la musica.

Nel frattempo io me ne vado ad ascoltare i Muse.








The Lady in purple.
Alessia. Ale. alex. purpleGirl. Sedicenne, dodici Luglio millenovecentonovantuno. Riflesso sbiadito di una se stessa che non c'è più. Toscana, ma Londinese. Innamorata del teatro e della tragedia, (screen)writer wannabe. Troppo attaccata ad un sogno e spaventata dal futuro. Appassionata di buona musica e apprendista chitarrista. Intelligente, sarcastica, speranzosa ma velata sempre di tristezza. Incostante ed emotivamente instabile. Sfuggente. Odiata dai più. Diffidente e incapace di fidarsi. Convinta che ci sia sempre qualcosa dietro ogni cosa. Disillusa. Buffa. Incontentabile. Amante delle parole in ogni forma di espressione. Artista(?). Impaurita. Pessimista. Disordinata. Credente. Piena di contraddizioni. Provocatrice. Teinomane. Ossessiva e orgogliosa. Gelosa. Determinata. Sola. Imperscrutabile. Matta. Costantemente bisognosa di stare con gli amici. Lettrice incallita. iPod dipendente. Testarda. Convinta irrimediabilmente che tutto ciò che c'è di bello è lontano da qui. Ex fissata con la musica punk. Undicenne convinta soltanto quando si parla di un certo Omino di Pan Pepato. Viaggiatrice. Ossessionata dalla voglia di scappare. Finta insensibile. Angofila e Shakespeariana a vita.





Welcome to Paradise
Il cinema. Leonardo DiCaprio, perché è un fottuto Omino di Pan Pepato ed è bravo in tutto quello che fa. Il teatro, la tragedia e la satira. La musica in ogni sua forma (o quasi è_é). La mia fender acoustic DG-5, e suonarla di notte con le tutte le luci spente tranne quelle che entrano dalla finestra. William Shakespeare, e l'unica motivazione è che ogni sua parola mi legge meglio di quanto io potrò mai leggere lei. Leggere. Scrivere, o almeno provarci. Viaggiare, soprattutto in auto e in treno. Londra, e tutta l'Inghilterra. L'inglese, e gli Inglesi. Bankside con le sue panchine di pietra lungo il Tamigi. Lo Shakespeare's Globe e il suo albero frondoso. Piccadilly Circus. Camden Town. Westminister Bridge. Trafalgar Square. Oxford Street. Hyde Park. Greenwich. La tube. Londra tutta intera. Il sarcasmo britannico. Le metropoli. Philadelphia. E tutte le altre mille città che vorrei visitare e che ancora non ho visto. Scrivere con la mia Parker color rosso-assassino. Il tennis, soprattutto su erba. Wimbledon. Lleyton Hewitt, e quando urla il suo C'mon. Guardare un film così tante volte da sapere ogni battuta a memoria. Guardare Romeo+Juliet e piangere puntualmente. I miei CDs e i miei DVDs. I miei libri autocomprati, che mi piace immaginare come l'inizio di una grande collezione. Il mio bimbo bianco che ancora non mi decido a cambiare (leggi iPod 20GB). I Ray Ban. Passare le giornate nei negozi di musica, di chitarre e nelle librerie. Il mio Moleskine. Il mio gruppo di musica, e tutti i ragazzi che ho conosciuto in quella scuola, soprattutto i miei due amici più cari ♥. Suonare su un palco e sentirmi viva. Le prove con i "It sounds wood". Andare a sentir suonare i "Fanti di Picche". I concerti. L'inverno. Il vento, freddo preferibilmente (ma il vento è bello in ogni stagione). I tragitti lunghi in auto. Andare in auto con la musica a tutto volume e cantarci sopra. Il nero, il viola e il rosso. Le magliette a righe, e quelle nere. Il cibo piccante. Riuscire a non fumare. Le Converse All Star. L'Arte, in ogni forma ed espressione. Sentirmi un po' artista. Gli abbracci stretti. Le matite scure. I tacchi alti. Riuscire a distinguermi. L'Empatia. Le serate con le persone a cui voglio bene. Annu, perché è essenzialmente la mia migliore amica. Sara, la mia indie preferita. La torta al cioccolato e zabaione. Starbucks, i Caramel Coffee Frappuccino e i White Chocolate Mocha. Internet, e Msn Messenger. La Vita. ...and muche more.





Fuck Forever
La superficialità. Arrendermi, e fuggire dagli ostacoli. Gli ostacoli. Sentirmi inferiore a qualcuno. La ottusità, e l'insensibilità. Fumare/bere alcolici soltanto per far finta che sia un rimedio. Fingere. La paura della paura, e della morte. Gli attacchi di panico e non riuscire a controllarli. La musicaccia da discoteca. E le discoteche. Le prese in giro. Le persone logorroiche. I fraintendimenti. I viaggi troppo lunghi in aereo. Le classificazioni. Il dolore, fisico e non. Quando va via la luce. I film horror. Ginnastica a scuola. Il finto idealismo. Il vuoto che lascia una storia che finisce. I pregiudizi. L'apatia. E non avere voglia di fare niente. La presunzione. La politica, e i politici. Le guerre. Gli ascensori, perché non hanno vie d'uscita. Il caldo. D'Annunzio. I Francesi. Le riviste fèscion. L'omologazione. Non avere la patente. Dover seguire regole che non approvo. Chi disprezza la Letteratura. Il gelato al cioccolato. I trilli di Msn. Le recriminazioni. Quando sembra che tutto l'Universo si stia impegnando per mandare tutto a rotoli.





Paper-and-Ink Worlds
Romeo & Juliet - William Shakespeare
Due di due - Andrea De Carlo
Treno di panna - Andrea De Carlo
Donna per caso - Jonathan Coe
Gente di Dublino - James Joyce
Delitto e Castigo - Fedor Dostoevskij
Orgoglio e Pregiudizio - Jane Austen
La luna e falò - Cesare Pavese
The old man and the Sea - Ernest Hemingway
Memorie di una Geisha - Arthur Golden





La Cinematheque.
9 Vite Da Donna. About a boy. Arancia Meccanica. Big Fish. C'era una volta in America. Chocolat. Elisabeth. Eyes Wide Shut. Gangs of New York. Gioco Di Donna. Gioventù Bruciata. Grease. I ponti di Madison County. Io non sono qui. L'Amore Infedele. La Macchia Umana. La Maschera Di Ferro. La Regola Del Sospetto. La Ricerca Della Felicità. La Valle Dell'Eden. Lemony Snicket - Una Serie Di Sfortunati Eventi. Luci Della Ribalta. Match Point. Melinda e Melinda. Minority Report. Prova a Prendermi. Quo Vadis, Baby?. Ragazze Interrotte. Ritorno a Cold Mountain. Romeo+Juliet. School Of Rock. Shakespeare In Love. Sognando Beckham. Taxi Driver. The Aviator. The Beach. The Departed. The Eternal Sunshine of the Spotless Mind. The Nightmare Before Christmas. The Terminal. Titanic.





iTunes.
AFI. Afterhours. Alanis Morrisette. Artic Monkeys. Babyshambles. Baustelle. Bob Dylan. Bright Eyes. Carmen Consoli. Coldplay. Damien Rice. David Bowie. Death Cab For Cutie. Deep Purple. Dire Straits. Dirty Pretty Things. Fabrizio De André. Foo Fighters. Garbage. Green Day. Jimmy Eat World. Jeff Buckley. John Lennon. Kings of Convenience. Led Zeppelin. Ligabue. Lucio Battisti. Metallica. MUSE. Nirvana. Oasis. Panic! at the disco. Pink Floyd. Placebo. Plain White T's. PFM. Radiohead. Shout Out Louds. Subsonica. Taking Back Sunday. Terra Naomi. The Beatles. The Clash. The Doors. The Feeling. The Good, the Bad and the Queen. The Killers. The Kooks. The Libertines. The Subways. The Strokes. The Used. Vinicio Capossela. Verdena (?). Youth Group.





Archive
oggi
giugno 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007






Categories.
books
concerti
critica varia
daily memories
films
journeys
lyrics
streams of inconsciousness





Counter.
*loading*





Find me out.
Blog Privato. (al momento chiuso)
aNobii
last.fm
deviantArt (abbandonato ù_ù)





links
Annu
Fed
Ire
Jenn
Jessy

Rob
Sarina
Silvì






Disclaimer.
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001





credits
distribuito da: Tasteless
graphic: Martyl